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martedì 18 febbraio 2014

40 anni di Loredana

Il teatro era colmo, strapieno e, per quanto imponente, non è stato abbastanza per contenere l'entusiasmo ed il calore del pubblico accorso ad applaudire i 40 anni di Loredana Bertè sul palco. Il Teatro Nazionale di Milano è stato testimone di un evento importante, storico: è stato il terreno in cui l'arte è rinata dalle proprie ceneri prendendo un ampio respiro atto a gridare con più forza ed energia la necessità di essere e cantare. 


Quest'arte si chiama Loredana e da quarant'anni, signori e signori, segna la nostra storia graffiando l'anima con note potenti, parole disperate, sensazioni inarrivabili di sogni disillusi e denunce sociali che tutti tacciono. Tranne lei. La Bertè ha dimostrato con emozione l'importanza del suo sentire scandendo a colpi di capolavori musicali oltre due ore in cui tutto è stato perfetto, esattamente come ce lo si aspettava. 


E i detrattori, coloro ai quali piace l'idea di una critica come se togliendo all'Arte si appropriassero di un qualche valore, sono rimasti senza parole, a bocca asciutta: Loredana ha ben chiarito e delineato il concetto di professionismo artistico. 


Un'artista, la Bertè, che non ha bisogno di effetti speciali: per stupire le basta cantare quello che sente e come lo sente, la sua visione del mondo senza freni o falsi pudori. Una vita spericolata messa in musica, una vita i cui dolori hanno trovato cura soltanto nelle note, una vita segnata dalla mancanza di freni emotivi: la musica di Loredana è vera, è sincera. Per questo resiste ed esiste da oltre 40 anni: in caso contrario, si sa, si sarebbe dissolta come una nuvola. 






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